Un pezzo di strada con i migranti - 2 puntata

Un pezzo di strada con i migranti - 2 puntata  

19 anni: «Parto perché mio padre è il più povero del villaggio, non posso continuare a vivere grazie a lui, io sono il primogenito devo andare. Dell’Europa non sa nulla, solo illusioni: «Da voi se non hai soldi chi li ha te li dà, da noi se sei povero nessuno ti considera... ». 

Non ha con sé nemmeno un telefonino. A Bamako cercherà un marabutto, un santone e un «coxeur», coloro che si occupano di organizzare il viaggio. Gli presterà il denaro per il viaggio successivo fino al Burkina Faso e al Niger. Il marabutto farà da garante, non per carità, ma perché la paura di una possibile maledizione è la garanzia più sicura che il debito sarà pagato. 

Mi chiedo cosa diventerà ognuno di loro: questo ragazzo così giovane resisterà alla Libia e al deserto? Quest’altro che suda e ha un tremito potrà domani risultare il più forte? Quanti incontrerò insabbiati tra un anno o due a Mineo, a Pozzallo? Ci sono ancora mesi forse anni per arrivare al punto alla fine, mesi, anni di dolori di miserie di vergogne. 

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Un pezzo di strada con i migranti - 1 puntata

Un pezzo di strada con i migranti - 1 puntata  

«Potremmo andare nei Paesi arabi, sono più ricchi di voi ormai, ma in Europa non c’è solo il lavoro, ci sono le leggi i diritti tutto quello che non c’è qui. Non ci possono fare quello che ci impongono al cementificio. Tutto quello che abbiamo in questo villaggio, l’acqua l’elettricità, la scuola, il presidio medico è stato pagato dai nostri migranti. Il deserto avanza, piove sempre meno, siamo magri come le nostre vacche, senza la migrazione molti che sono qui oggi sarebbero morti. Come puoi dire che è una follia? È il nostro destino». 

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Benvenuti - messaggio ai rifugiati

Benvenuti - messaggio ai rifugiati  

La prima parola che vorrei rivolgervi è “Benvenuti!”. Purtroppo però so che, mentre tanti uomini e donne di questo paese si sono prodigati e si impegnano quotidianamente per accogliervi e riconoscere la vostra dignità, tanti altri non vi fanno sentire “benvenuti” in questa terra, disprezzando le vostre speranze e infangando i valori fondanti della nostra società.
Allora la prima parola che vi dico è: “Perdonateci!”.

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