Perchè bussano, perchè ci riguarda

Perchè bussano, perchè ci riguarda  

È bene che sia così, che il male sia visto, riconosciuto, patito, esecrato. E non è inutile che ci arrovelli e si dibatta pubblicamente e con passione sull’opportunità o meno di pubblicare certe immagini, foto e filmati che turbano e angosciano. Ma è ancora più utile che lo scandalo avvenga. Che si dica e, più ancora, si gridi che non è possibile né umano che dopo due anni ancora a questo siamo. Che si ammetta finalmente che quel bambino restituito dal mare ha cominciato a morire il giorno in cui ha dovuto lasciare di soppiatto e senza aiuti, coi suoi genitori e suo fratello, una terra che per lui era casa e per altri solo un campo di battaglia spalancato e reso più atroce dalle complicità o dall’ignavia dei "grandi" del mondo.

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Muri di impotenza

Muri di impotenza  

Né i ferri spinati né le polizie violente riusciranno a ristabilire quei confini che la spinta della necessità e il desiderio di libertà continueranno ad abbattere, e nessun muscolo identitario serrato a protezione dell’io o del “noi” riuscirà a evitare il contagio inevitabile, e salutare, con l’altro e con “loro”. 

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Migranti, al molo di Palermo ho ricevuto una lezione

Migranti, al molo di Palermo ho ricevuto una lezione  

Non so come si chiamano. Non conosco la loro storia. Non riesco neanche ad immaginare quanti chilometri hanno attraversato prima di arrivare qui. So solo che nei giorni scorsi al porto di Palermo, ho incrociato lo sguardo di ciascuno di loro mentre scendevano dalla nave norvegese Siem Pilot.

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